“Strategie” di allenamento

COME ARRIVARE ALLA GARA: STRATEGIE DI ALLENAMENTO

Pianificare la conduzione della gara è essenziale.
Il circuito 4 Deserts infatti non è dedicato esclusivamente ai corridori estremi, molti partecipanti scelgono di camminare e i tempi massimi abbastanza ampi permettono di concludere la gara anche a passo veloce
A dire il vero c’è poca differenza rispetto a un pellegrino che affronti, ad esempio, il Cammino di Santiago: l’impegno fisico è del tutto analogo… forse non i comfort lungo la via!

Il mio consiglio però è di partecipare con l’intenzione di correre: ritengo infatti psicologicamente molto più impegnativo affrontare, un pianoro sabbioso di 10 chilometri camminando che correndo.
Inoltre, per me che corro, una tappa media termina tra le 13 e le 14, lasciandomi tutto il pomeriggio per riposare, recuperare forze, mangiare o nei casi più fortunati, per approfittare della presenza di un corso d’acqua nelle vicinanze e tentare un pediluvio o, nei momenti di vero entusiasmo, concedermi un vero e proprio bagno.
Ovviamente, per i camminatori l’arrivo è più tardo, verso sera, a volte dopo il tramonto, e non lascia altra possibilità se non di un pasto veloce e di poche ore di sonno prima della prossima partenza
Capirete allora che in realtà, i veri “duri” di queste gare sono i camminatori, e proprio a questi atleti schivi, che raramente salgono agli onori delle cronache, pur senza essere meno “eroici” dei campioni, va il mio sincero omaggio.

Va da sé che anche per i corridori, si tratta di gare a passo alternato, in cui il bilanciamento tra corsa e camminata deve essere preparato in fase di allenamento. Il mio si svolge correndo in montagna o comunque su sentieri sconnessi con fondo in pietrisco, erba o sabbia, alternando tratti asciutti a guadi, anche per abituarsi alla famigerata “corsa con i piedi fradici”, ormai una mia specialità!In questo modo sono la pendenza e l’assetto stessi del terreno a impormi il passo e a permettermi di gestire il continuo, necessario cambio di ritmo.Un altro elemento fondamentale, che impone una ferrea disciplina di sopportazione è lo zaino, per me una sorta di sparring partner, un irrinunciabile compagno di allenamento, alla cui presenza ci si deve abituare gradualmente. Per evitare di massacrarmi schiena e morale, infatti non carico subito il peso che dovrò portare in gara, ma inizio con un paio di chili che aumento gradatamente fino ad arrivare al mio “limite massimo” di 7 chili solo negli ultimi due mesi di preparazione.

Quanto mi alleno? In media cinque giorni a settimana, per almeno tre – quattro mesi prima della gara.
Se il carico di lavoro podistico risulta eccessivo, lo alterno alla bicicletta , anche se ritengo importante che il fisico si abitui ad un’attività intensa e ripetuta per più giorni consecutivi così da “imparare” a recuperare in poche ore, secondo le tabelle di marcia in competizione.

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