G2G Ultra, U.S.A. 2013

21/09/2013 Kanab – C1

Controllo materiale: tutto ok, lo zaino pesa 6,5 kg senza acqua, perfetto anche se sembra pesante!

Alle 13, armati di lunch bag, si parte verso il primo campo a bordo di pulmini 4×4.

Tre ore di strada, l’ultima su pista, per arrivare sul bordo del Grand Canyon: bellissimo!

Ci sfiora un mega temporale ma per noi solo vento.

La sera cena così così con pasta e riso all’americana (scotti e annegati nelle salse): altro che carico di carboidrati, per fortuna da domani inizio a mangiare decentemente con i liofilizzati!

Durante il briefing incontro con una tarantola che se ne passeggia tranquillamente per il campo: andiamo bene, e noi dormiamo per terra in tende mezze aperte!

22/09/2013 C1 – C2

Colazione: s’inizia con i liofilizzati, muesli, latte e cacao, aggiungo una barretta e aspettiamo le 8, ora della partenza.

Fa freddo, cerco di rimanere vestito fino all’ultimo.

La partenza è sul Grand Canyon: spettacolo!

Ovviamente partono tutti a razzo su una pista sterrata pianeggiante.

Cerco di tenere il mio passo senza forzare, trovo lo zaino abbastanza pesante e scomodo, continuo a doverlo regolare.

Come in Nepal commetto un errore da principiante chiudendo male le cerniere dello zaino che si aprono e così devo fermarmi per risistemare tutto.

Cerco di non rallentare troppo ai Check Point, il panorama è noioso, tutto piatto…

Dopo il CP 2 con Zac incontro un serpente: iniziamo bene!

Continuo al mio ritmo, pian piano supero un po’ di gente, ma quanti sono davanti? E quanto vanno?

Dovrò darmi da fare per arrivare nei primi 20!

Sempre paesaggio monotono, faccio brevi riprese con la GoPro.

Finalmente dopo il 34° lasciamo la pista per avventurarci fra… i cactus!

Sì, bisogna fare attenzione e mi graffio dappertutto ma qui almeno non ci si annoia!

Il problema è che si tratta di cactus piccoli, alti una decina di centimetri: non li vedi ma le loro spine micidiali ti perforano le scarpe!

Cerco i passaggi e le traiettorie migliori senza perdere d’occhio le bandierine.

Supero ancora qualcuno, ultimi chilometri, quando accuso male a entrambe le ginocchia lateralmente: in discesa sembra che cedano ma, penso fra me e me, se è da entrambe le parti non sarà nulla di che.

Va bè, alla fine il campo, arrivo 14° in poco più di 6 ore.

Devo dire che mi sembra ci sia un sacco di gente forte, però è anche solo la prima tappa… vedremo dopo il tappone.

Pomeriggio in tenda, mangio, cerco di bere il più possibile e fare stretching.

Ormai sono in ballo, qualcosa sarà… appena il sole tramonta la temperatura scende e siamo tutti a nanna.

Ah, wc chimici tipo cabina telefonica: una figata!

Km 49,6 6h06’ 14°

23/09/2013 C2-C3

Oggi “solo” 42 km, però che male alle ginocchia!

Ma perché? Come al Gobi: a casa faccio lunghi con lo zaino e non capita nulla, qui al primo giorno mi sento come Pinocchio, con le ginocchia dure.

Forse perché qui corro più piano o tengo posture diverse? O perché faccio molta più pianura che a casa? Boh.

Fra l’altro lo zaino mi ha massacrato la schiena e devo regolarlo continuamente. Due vesciche a piedi –simmetriche- che però non danno fastidio e che mi buco per svuotare.

Alle 8 partiamo. Molto tranquillo, arrivo al CP 1 poco davanti a Raf e Marco, oggi i cactus sono solo all’inizio.

A correre ho sempre male mentre camminando anche velocemente in salita non sento nulla… ah, se fosse tutta salita!

Corricchio un po’ dietro a Luciano in una bella pineta, oggi il panorama è più vario.

CP2 sempre presieduto da Zac, al CP3 si esce dal bosco e si corre su una sterrata nel piatto: sarà così per quasi 20 km.

Il caldo si fa sentire, supero Gianfranco che cammina per problemi di vesciche, provo a farlo venire con me ma non riesce a correre.

Continuo a ritmo tranquillo, ai CP cerco di fermarmi il meno possibile arrivando con le borracce già vuote e aperte ma devo dire che i volontari la prendono abbastanza comoda: poverini anche loro, stare qui sotto il sole tutto il giorno!

Negli ultimi chilometri supero ancora qualcuno, anche oggi 14°, non devo pensare a domani!

Al campo fa caldo… rimango in mutande e cerco di recuperare il più possibile.

Faccio un salto dai dottori, fosse mai che mi mettano un po’ di tape per il ginocchio… macché, controllano la stabilità e mi consigliano due antinfiammatori al giorno a fine tappa.

L’alimentazione va bene, ho mangiato tutto quello programmato senza patire la fame.

Siamo già nel sacco a pelo da un po’ quando finalmente ci dicono come sarà la partenza di domani: i primi 11 alle 10, gli altri alle 8.

Ottimo, così avrò due ore di luce in più, fresco il mattino e sabbia poco calpestata.

Chissà domani a quest’ora dove (e come) sarò…

Km 43,3 5h47’ 14°

24/09/2013 C3-C4

Dai che si parte… non pensiamo agli 80 km ma solo ad arrivare al CP successivo.

Prima parte facile, una decina di chilometri di pista.

Si vede che mancano i primi e la tappa è lunga: partenza molto tranquilla.

Dopo il CP 1 inizia la montagna e si sale: mi piace, non sono fatto per la pianura!

Il posto è magnifico: rocce rosse, cespugli e panorama.

A un chilometro dal CP 2 trovo Zac che mi accompagna un pezzo correndo con me e scambiando quattro parole. Non fa caldissimo ma mi bevo tutta la borraccia.

Dalle impronte a terra vedo che sono terzo: ottimo, riesco a trovare la sabbia migliore non ancora calpestata.

Corro sempre solo, non mi dispiace e non sento neppure la mancanza dell’ipod.

Mi concentro sulle bandierine, su dove appoggiare i piedi e su eventuali serpenti.

Bei canyon e parecchio su e giù. Al CP 3 supero altri due e mi ritrovo primo (degli ultimi!)… vai!

Per ora le gambe girano bene e le ginocchia, dopo i primi venti chilometri, non si fanno più sentire.

Penso che dopo un po’ il corpo si “rassegni” e non mandi più segnali di dolore.

Ora corro, avrò tempo a camminare stasera quando sarò sulle dune o fra i cespugli al buio.

CP4. Anche qui incontro un volontario poco prima del CP che corre con me un pezzo, lavora al Santuario degli animali dove passerò fra poco e ha un b&b a Kanab: buono a sapersi!

Arrivo al CP, tifo tutto per me ma cerco di fare veloce, acqua, sali e via.

Lungo la strada sento un tintinnio, sono a fianco del cimitero degli animali: una distesa di lapidi di cani, gatti e campane a vento appese agli alberi che muovendosi creano strane armonie.

Un’americanata ma non posso non pensare a Nagar.

Corro, corro, dietro non vedo nessuno, ora di nuovo su e giù nei cespugli e un pezzo terribile con delle piante dai semi spinosi che si ficcano fra scarpa e calza obbligandomi a fermarmi spesso per toglierli. Qui le ghette sarebbero utili.

Corro per un bel po’ in una bella valletta verde chiusa da alte pareti rocciose con alcune grotte godendomi i tratti all’ombra.

CP5: non mi aspettavano ancora, chiedo i sali e devono cercarli in macchina!

Riparto appena posso ma qui non si corre: una pista di sabbia lavorata dalle macchine e attorno cespugli… cammino ma la sabbia è proprio molle, la pista sembra andare all’infinito su e giù lungo le colline.

Fa caldo, ogni tanto devo fermarmi per svuotare le scarpe dalla sabbia, è il tratto peggiore, impiego due ore per fare 11 km e raggiungere il CP6.

Qui c’è Zac, una battuta e via, alle mie spalle si avvicina Vicente: era già un po’ che mi aspettavo di vederlo arrivare, calcolando i tempi dei giorni scorsi o io sono andato più forte o lui ha rallentato.

Un paio di chilometri di asfalto e poi iniziano le dune: la prima devo salirla letteralmente a quattro zampe, poi cerco di “applicarmi” e studiare meglio il percorso.

Individuata la direzione da seguire non guardo più le balise ma cerco i passaggi migliori: sembra Sahara, mi diverto.

Riesco ad aumentare il distacco da Vicente ma ciò che mi importa veramente è che sono le 19, alle 20 farà buio e voglio togliermi il più possibile dalle dune e dal tratto successivo di cespugli (“difficile camminare” recita il roadbook!).

CP7: sono tutti in tenda, arrivo e li chiamo! Una borraccia d’acqua veloce e via, incalzato da Vicente e dal buio.

Un paio di chilometri e poi iniziano i cespugli, mi ci butto dentro cercando la direzione migliore sfruttando quel poco di luce che ancora c’è…

Graffi e tagli dappertutto, dopo un po’ devo accendere la frontale, dietro Vicente non si vede.

Cielo stellato e, come a ogni tappone, quel vento particolare che si alza alla sera e ti dice che il campo è vicino… il momento più bello della giornata e, forse, di tutta la gara.

Raggiungo una pista e incrocio un pick up, dopo poco si ferma e capisco che è il CP8… un po’ in ritardo!

Mentre mi sistemo le scarpe passa Vicente… va bè, l’ho tenuto a bada per 20 chilometri!

Riparto, ora solo più pista sabbiosa fino al traguardo, cerco di correre il più possibile perché camminare è ancora più faticoso.

Eccomi finalmente al traguardo, sono le 21,50.

Foto, due battute e complimenti con Vicente e poi mi ritiro in tenda. Per la prima volta al termine di un tappone ho fame, buon segno!

Subito il Vitargo, poi parmigiano e frutta secca.

Come il solito, una volta nel sacco a pelo, le gambe non ne vogliono sapere di rilassarsi, mi tocca alzarmi un paio di volte e fare stretching.

Km 84,7 13h51’ 3°

25/09/2013 C4

Giorno di riposo dedicato a mangiare, fare stretching e dormire.

Purtroppo non è rilassante come il solito perché abbiamo davanti ancora 100 km di gara (due 42 e una 12 in salita) e si è alzato un vento gelido.

Stiamo chiusi in tenda ma l’aria le fa crollare un paio di volte, mi becco pure un palo in testa… no, proprio poco relax.

26/09/2013 C4-C5

E’ uscita la classifica: sono 6°, abbastanza tranquillo perché il 7° è a un’ora da me. In compenso il 5° è solo un paio di minuti davanti a me e siamo pure della stessa categoria.

Pronti, via. Cerco di stare davanti e tenere un buon ritmo, dopo un paio di chilometri passo Katia.

Nei tratti in salita guadagno abbastanza perché più congeniale e meno doloroso per le ginocchia, poi in piano e in discesa riesco a mantenere i distacchi.

CP 1 via veloce, non prendo nemmeno l’acqua intanto qui il terreno è “veloce”, circa 50’ – 55’ per 10 km, inizio ad apprezzare lo zaino più leggero di qualche giorno fa.

Fra CP2 e CP3 corro parecchi tratti a poca distanza da Katia ma ognuno va per conto suo; cerco di capire se il 270, il mio avversario, sia davanti o dietro ma purtroppo è davanti.

Poco prima del CP3, mentre un cameraman mi corre dietro per riprendermi, per poco non calpesto un serpente… video da real tv!

Caratteristico tunnel per passare sotto all’autostrada e poi inizia la salita su sabbia e buschina, il mio terreno!

La corro quasi tutta e al CP4 raggiungo Paolo e il 270.

Supero Paolo al rifornimento e mi butto all’inseguimento del 270: iniziamo ad aumentare entrambi, si corre su una pista e poi su una strada asfaltata in salita.

Lo passo ma non riesco a staccarlo, Paolo dietro non si vede più, il suo terzo posto intanto è “al sicuro”… a questo punto lascio che torni lui davanti, almeno non devo cercare le bandierine… tagliamo il traguardo a pochi secondi, 3° e 4°, domani si vedrà.

Ora dritto in tenda a riposare, questa tirata mi ha massacrato le ginocchia, la destra mi è gonfiata posteriormente.

Nell’attesa che montino tutte le tende chiacchiero un po’ con Paolo e Katia.

Poi ognuno nella sua tenda, peccato questo vento freddo che ci costringe nel sacco a pelo anche per mangiare… alle 18 a nanna!

Km 41,3 4h47’ 4°

27/09/2013 C5-C6

Notte quasi insonne… alle 3 mi sveglio per quello nella tenda vicina che russa e il freddo, qualcuno ha usato il telo d’alluminio.

Sono abbastanza stufo, ho voglia di arrivare alla fine della gara, voglia di mangiare decentemente, dormire al caldo e sul morbido!

Pronti via: schizziamo avanti io, il 207, il belga e Vicente… si entra in un bellissimo slot canyon, non posso non fare riprese.

Alcuni passaggi con scale e all’uscita il CP1: vedo davanti il belga e dietro Paolo, l’inglese deve essere davanti con lo spagnolo.

Io più di così non posso andare: o lui ha esagerato e scoppia o ne ha veramente di più.

Al CP2 passiamo insieme io, Paolo e il belga.

Sempre corsa su strade di sabbia molle, da un paio di giorni mi canticchio come un mantra la canzone di Olmo “…la sua corsa è una danza…” e cerco veramente di essere gentile e leggero sulla sabbia, come danzassi, cercando di galleggiare e non turbare gli equilibri. Funziona? Boh.

Poi nel letto del fiume li stacco, davanti ho solo più Vicente e l’inglese: vorrei vedermelo davanti dopo ogni curva ma nulla.

Al 3° CP ha 5’ di vantaggio, 3’ in più del precedente, significa che sta bene, inoltre da qui in poi è tutta pista e strada, con le gambe lunghe che ha non ho chance di recuperare 15’.

Va bene così, continuo al mio ritmo tanto per non farmi prendere dal belga o da Paolo.

Percorro 15 chilometri veramente noiosi e con vento freddo nonostante siano le 12, infine il traguardo… ora è veramente finita!

Finalmente un campo pianeggiante sull’erba ma anche qui freddo… siamo oltre i 2000 m.

La sera parlando con Paolo, Katia, Vicente, il belga e l’inglese si decide di fare l’ultima tappa tutti insieme: ormai la classifica è fatta, non credo di riuscire a prendere 15’ in 12 km all’inglese e non ho nemmeno voglia di provarci, visti gli inizi sono più che contento del mio 5°posto.

Dobbiamo aspettare quasi le 21 per avere la classifica finale e capire come partiremo domattina: i più lenti di oggi alle 6, altri alle 7 e noi alle 8, in modo di arrivare tutti per le 10.

Km 41,9 4h35’ 3°

 

28/09/2013 C6 – Las Vegas

Notte in bianco e gelida, uso il telo d’alluminio e il piumino dentro il sacco a pelo.

Sento i primi che si alzano alle 4,30 e poi gli altri –fra cui Marco- alle 5,30: non li invidio.

Poi tocca a me: mi prendo un po’ d’acqua calda per il tè e me lo bevo a letto, recupero in giro un paio di barrette per colazione perché non ho più nulla.

Non si può usare l’acqua delle taniche per lavarsi i denti o riempire le borracce perché tutto gelato, stanotte siamo andati a -5°!

Parto con le maniche lunghe, c’è salita ma tutto in ombra, chiacchiero con Paolo e Katia, cerchiamo di stare uniti anche con Vicente e gli altri.

Il posto è magnifico: boschi di conifere, picchi di arenaria rossa e vista verso la pianura, stiamo salendo sulla Grand Staircase (ecco perché Grand to Grand!).

Alla fine tagliamo il traguardo in dieci, tutti insieme, per la prima volta mi commuovo.

Aspettiamo che arrivino tutti ma fa veramente freddo, speravo in qualcosa di caldo da bere ma ci portano alcune pizze che spazzoliamo in un attimo.

Come organizzazione lascia un po’ a desiderare…

Infine ci incamminiamo verso i bus: ci attende un lungo viaggio.

Attraversiamo bellissimi posti, sono felice all’idea che magari li rivedrò con Cla settimana prossima.

Per pranzo siamo a Kanab, dove tutto il paese ci festeggia e ci offre un ottimo buffet stile western nel parco: ci godiamo l’erba morbida e il sole finalmente caldo.

Così sporchi, puzzolenti e zoppicanti non dobbiamo essere un bello spettacolo!

Altre tre ore di bus ed entriamo –un po’ spaesati- in un lussuoso Marriott di Las Vegas.

Marco ed io riusciamo ad avere una camera insieme, mi faccio due docce e un idromassaggio… che goduria!

Bucato totale e poi cena di gala che, come il solito, è un po’ deludente… non dico che mi manchino già le tende però si respira un’altra atmosfera…

Km 12,3 1h41’

Totale 273,7 km 36h49’53” 5° assoluto

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