Nepal Race, Nepal 2011

19/11/11 Pokhara – C1

Dopo due settimane di trekking intorno all’Annapurna con Claudia, Giulia e Fabrizio, mentre loro continuano l’anello io rientro a Pokhara per partecipare alla Nepal Race con Racing the Planet.

Dopo tutti questi giorni di lodge, dormo bene in hotel, mi alzo alle 6 e, dopo colazione, prendo un taxi per raggiungere il Fulbari Resort dove incontrerò tutti.

Arrivo che il briefing è appena iniziato, pieno di gente, come al solito capisco solo la metà!

Il controllo materiali è più accurato del solito ma, grazie a Raf che mi presta una benda, sono tutto ok, peso 8 kg (+ 0,5 di parmigiano aggiunto dopo).

Renzo e Raf mi ospitano in camera loro… do un’occhiata al roadbook e scopro che hanno accorciato ed abbassato le tappe, non toccheremo nemmeno i 3000.

Scopro anche che il pranzo è a pagamento ed io non ho soldi dietro!

Scrocco un po’ di cibo a Raf poi, verso le 14, faccio un giro in hotel e riesco ad intrufolarmi e mangiare un po’ d’avanzi del buffet!

Oggi è il primo giorno che non piove a Pokhara e riusciamo a vedere il Machapucchare.

Incontro anche gli altri italiani, in tenda con me ci saranno Stefano Ruzza e Stefano Gregoretti.

Alle 15 partiamo in bus verso il primo campo… un paio d’orette su solita strada franosa nepalese.

Il campo è in una risaia (!) vicino al fiume… chissà che freddo e che umido stanotte!

Cena vicino al falò con il solito Nicola che ha portato ogni ben di Dio.

Siamo in sette per tenda, abbastanza stretti…

20/11/11 C1 – C2 “Along the Mardi Khola river” 28,5 km +1306

Dormo tutta la notte anche se c’è parecchia condensa, sembra che piova in tenda, fa freddo ma resisto. Sono riuscito a recuperare alcuni cartoni per “allungare” il materassino che altrimenti mi coprirebbe solo la schiena.

Stanotte in parecchi sono stati male di stomaco, io nulla per fortuna.

Giornata magnifica e serena.

Alle 7, appena sorge il sole, partiamo. Il primo pezzo è molto corribile, partono tutti a razzo, io fatico un po’, temo che i 20 giorni senza correre mi abbiano arrugginito.

Il posto è molto bello, tutto coltivato e con pochi gruppi di case… a differenza del giro dell’Annapurna qui tutti salutano ed incitano.

Salgo bene, preferisco i pezzi in salita e, come al solito, partito in fondo supero un po’ di gente.

Inizia la discesa ma dopo un po’ vedo dei concorrenti che tornano indietro… non ci sono più segnali…, oltretutto fra questi ci sono Stefano Greg e gli altri forti… vabbè ho sbagliato strada ma mal comune mezzo gaudio!

Non ci sono bandierine da nessuna parte, chiediamo a dei locali e imbocchiamo un sentiero… lunga discesa, pietre e gradini scivolosi.

Raggiungo Stefano a fine discesa… e proseguiamo insieme.

Un paio di chilometri di sterrato, siamo a Naya Pul dove Cla arriverà giovedì. Le possibilità di incontrarci sono poche ma chissà…

Ecco il campo, arrivo insieme a Stefano: 8° e 9°.

E’ solo mezzogiorno, tutto il pomeriggio per rilassarci e mangiare anche se, visto il buio ed il freddo, alle 18 saremo a nanna.

Stefano Ruzza che immaginavo davanti ad insidiare Ryan non c’è, scopro che era indietro ed aveva problemi di stomaco e diarrea.

Alla fine Stefano Ruzza arriva in auto, si è ritirato perché non riusciva più a proseguire e stasera rientrerà a Pokhara: non è l’unica vittima dell’influenza intestinale purtroppo.

21/11/11 C2 – C3 “Bridges, valleys and mountain views” 32,1 km +1364

Partenza sempre alle 7 e tempo, per fortuna, sempre splendido.

Subito una salita ripida dove supero un po’ di gente… al primo CP sono nei primi 10.

Mi rendo conto che, a differenza degli altri deserti, sento molto la gara, non mi fermo a fare foto, ma faccio rifornimenti d’acqua volanti ed un occhio sempre a chi mi precede.

E’ anche vero che il lato turistico-fotografico del Nepal l’ho già visto nel trekking.

Lunga scalinata in salita e poi sterrata in falso piano. Vedo Stefano davanti a poco e così vado.

Un bel tratto insieme ad un argentino con cui ci alterniamo. In discesa –ripida- veniamo raggiunti da due ragazzine che stanno andando a scuola in uniforme e scarpine!

Anche oggi alla fine della discesa raggiungo Stefano e, dopo l’ultimo CP, andiamo via insieme.

In piano è veloce, oltretutto vogliamo distanziare l’argentino rimasto e inoltre davanti vediamo il 3°… tiriamo come matti per superarlo e distanziarlo in un discesone che facciamo a tutta.

Anche oggi traguardo insieme, 3° e 4°, anche oggi tutto il pomeriggio in relax a riposare.

22/11/11 C3 – C4 “On the trail to Ghara” 38 km +1478

Partiamo su uno stradone e poi sterrata… improvviso male al ginocchio… boh? La discesa di ieri?

Lo bagno un po’ e vado.

Pensavo ci fosse un bel salitone invece corriamo su uno sterrato in leggera salita, terreno ideale per Stefano ma non per me!

Arriviamo a Beni, dove sono passato con il bus settimana scorsa, e prendiamo la strada per Jomsom.

Percorso brutto e noioso… sono comunque sesto a 12’ dai primi… per fortuna dopo 25 km inizia il salitone con gradini, mi sembra di riposare e ne supero un altro.

Bella salita, arriviamo ad un villaggio ma continuiamo a salire con turisti e portatori che fanno il tifo.

Arrivo 5° a 8’ recuperando 4’ in salita, non male!

Percorso bruttissimo e noioso sempre nelle foreste che poco sanno di Nepal, nessun passaggio in quota… ringrazio di aver “visto” il Nepal nei giorni scorsi nel trekking, altrimenti sarebbe stata una delusione.

Questo campo è il più alto ed effettivamente è meno umido, peccato che il sole scenda prestissimo.

Ho un po’ di nausea, strano, di solito a quest’ora avrei mangiato entrambi i pasti mentre devo sforzarmi per finire il purè. Ahi ahi…

23/11/11 C4 – C5 “The 1000 years old Gurung steps” 27,2 km +1524

Notte travagliata… ho nausea ma riesco a vomitare solo qualche pezzo di grana… inizia la diarrea…

Cerco di buttare fuori tutto quello che posso, in modo da liberarmi presto.

A colazione bevo un po’ di tè con un pacchetto di Ringo di Raf.

Pronti via… inizia una salita che mi sembra un calvario… tutti mi passano, sono completamente vuoto, oltretutto appena provo ad accelerare o corricchiare iniziano dei terribili crampi alla pancia!

Potessi schiacciare un bottone, dirmi “mi ritiro” e ritrovarmi in hotel a Pokhara credo che lo farei.

Altra scarica, sono a 3 Dissenten, infine arrivo a Ghorepani dove c’è il primo CP.

Il medico mi dice di continuare con il Dissenten, mi faccio dare un antinausea così magari riesco a bere e mi compro una Coca, l’unica cosa che posso immaginare di buttare giù.

Ritirarmi ora non ha tanto senso, è tutta discesa fino al CP2 e al campo, inoltre –spero- a molti altri in un giorno è passato tutto.

Inizio la discesa, fra una moltitudine di turisti che fanno il tifo, io quasi mi vergogno della mia lentezza!

Provo a correre ma mi viene subito mal di pancia, niente, cammino…

Dopo un po’ mi raggiunge Nicola, provo ad attaccarmi a lui come una cozza e corricchio. Discesa interminabile, migliaia di gradini.

Il posto è effettivamente magnifico ma ormai alle foto non ci penso più, voglio solo arrivare.

Dopo il CP2 spiana, corricchio ma ad ogni salitella mi trascino, ormai Nicola l’ho perso.

Traguardo nel villaggio e, bellissima sorpresa, stanotte siamo nei lodge… ciò significa un letto morbido ed asciutto, doccia, wc e la possibilità di riso bollito e limonata!

Mi trovo in camera con l’irlandese, Stefano è arrivato da ore e si beve una birra, che invidia pensando che anch’io avrei potuto essere lì con lui.

Crollo nel letto così come sono… dopo più di un’ora riesco ad alzarmi, lavarmi e farmi fare un’ottima limonata calda.

Non ho mangiato nulla ma so che dovrei, domani c’è la lunga…

Tutti si strafogano e continuano ad offrirmi birra o cibo… li strozzerei!

Alla fine mangio un po’ di riso in bianco scotto e freddo e compro un pacchetto di gallette per domani.

24/11/11 C5 – C6 “The Long March in the foothills of the Himalaya” 72 km +2919

Notte tranquilla, mi sveglio con un po’ d’appetito, forse forse non è tutto perso!

Colazione con crackers e pane tostato, so che sono vuoto e devo cercare di reintegrare il più possibile, dopo ieri sono 11°, riuscissi a mangiare come si deve le gambe sono buone, potrei recuperare non il podio ma qualche posizione sicuramente…

Pronti via, pochi chilometri e siamo a NayaPul, poi inzia una lunga salita, la gamba gira, la pancia borbotta ma tiene!

1° CP, discesa delicata su gradini scivolosi, inizia a tornarmi male alla pancia e devo fermarmi… altro Dissenten… diventa impossibile correre non per le gambe ma per il mal di pancia!

Ormai il ritiro è inevitabile, sto perdendo troppi liquidi, non ho più mangiato nulla da due giorni e devo fare ancora 60 km!

Arrivo al CP2 e, come al solito, tornano le speranze, forse perché ogni CP è un po’ come arrivare al traguardo. Una dottoressa mi dice di non prendere più Dissenten ma mi da un antibiotico: fra 12 ore farà effetto!

Dai, ora c’è la salita più bastarda, ci provo e vediamo, al limite mi ritiro al prossimo CP.

800 m di dislivello, un lungo sentiero/scalinata, caldo atroce, sete immensa e non riesco a bere nulla… mentre sogno una Coca un’anziana nepalese con gerla ed infradito mi supera!

Cerco l’ombra e mi siedo alcuni minuti, possibile che non ci sia un chioschetto dove comprare una Coca?

Ormai devo salire ed arrivare al CP3, lì potrò ritirarmi.

Da una parte una vocina mi dice che così non ha senso, sono venuto per correre non per vedere quanti chilometri riesco a fare senza mangiare e bere… anche Marco si è ritirato in Atacama in queste condizioni o Stefano pochi giorni fa… stasera potrei essere a Pokhara con Cla, domani faremmo un giro in moto lungo il lago…

Dall’altra parte ripenso all’unica volta in cui mi sono ritirato, in Verdon… ho ancora il rimorso.

Purtroppo, o per fortuna, il tempo cancella il ricordo della sofferenza e della fatica, a posteriori sembra tutto facile per cui rischierei di rimanere con il rimorso di non aver finito… Intanto arrivo al CP3, la dottoressa vuole fermarmi perché non ho ancora fatto pipì di oggi, probabilmente ho perso troppi liquidi e non ho nemmeno più sali da prendere…

Di qua è di nuovo tutta discesa fino al CP4, dai, ci provo ancora… grazie a Dio supero un americano che gentilmente si ferma e mi da un po’ dei suoi sali, così, magari, riesco a reintegrare un po’, intanto le scariche continuano… riesco anche a comprare una Coca ma di mangiare non se ne parla, non me la sento.

Mi passa Nicola ed un po’ corricchio con lui fino al CP4, poi lo perdo per l’ennesima sosta tecnica.

Ora non è più una salitona dritta ma tutto un saliscendi: altro aiuto provvidenziale, lungo una salita dei ragazzini mi regalano due mandarini… riesco a mangiarne uno anche se subito dopo mi aumenta il mal di pancia, che goduria però!

Mi ricompro una Coca che mescolo con acqua ed un pacchetto di patatine piccanti al formaggio… l’unica cosa che posso immaginare di mangiare.

La “via crucis” continua, ormai siamo sulle colline di Pokhara anche se mancano più di 20 km.

Arrivo al CP6 che è buio, accendo le pile… ora è quasi tutta una sterrata e corricchio… guardo invidioso dentro le baracche la luce ed il fuoco acceso, la gente seduta per cena, vorrei fermarmi lì con loro.

A questo punto devo arrivare, o crollo o arrivo!

Ultimo CP, ormai è notte e sto correndo da un po’ con uno che mi segue: la mia paura adesso è svenire al CP ed essere fermato dai medici. Solo dopo alcuni minuti che sono seduto, mi rendo conto che c’è un volontario davanti a me che mi guarda e mi sta parlando da un po’… sento solo alcune parole “…solo più 13 km, poi ti riposi, domani dormi…”

Dai, via, essere in due mi dà un po’ di sicurezza, non rischio di svenire da qualche parte e passarmi la notte in un fosso!

Camminiamo, corriamo, camminiamo a passo veloce, sono 13 km dovremmo metterci 1h30’ – 2h, per le 21 sarò in tenda!

Da parecchio ci segue un cane nero come volesse scortarci e mi fa piacere.

Ancora un’ultima scalinata e una salita poi una strada asfaltata in discesa… devo fermarmi ancora per il mal di pancia ed il mio socio gentilmente mi aspetta.

Infine ecco il falò ed il campo, arrivo e mi siedo lì, ovattato nel mio mondo mentre qualcuno mi prende il chip e poi mi accompagna in infermeria.

Mi dicono di andare a dormire, io pensavo ad una flebo per i liquidi ma mi sembra che non abbiano alcuna intenzione.

Vedo Miriana e Stefano, mi dicono qualcosa ma non ci sono proprio, mi butto in tenda ed entro nel sacco a pelo così come sono.

Per fortuna dopo un po’ Stefano mi convince a cambiarmi ed asciugarmi, provo a bere ma è impossibile… dormicchio…

25/11/11 C6

Nonostante tutto ho dormito e mi sveglio verso le 7 in mezzo alla nebbia e nell’umido, tanto per cambiare.

Provo a mangiare un po’ di riso per colazione poi, più tardi, visto che si è anche alzato il sole, facciamo due passi.

Siamo su una collinetta sopra un lago, posto molto tranquillo con un paio di chioschi presi d’assalto dai concorrenti.

Insieme agli altri scendiamo fino alla sponda del lago ed ordiniamo colazione… io mi faccio fare delle patate fritte (!), sono stufo di riso ed ho voglia di salato.

La giornata trascorre monotona ma veloce, dormicchio, prendo il sole e scrivo. Mi dispiace solo che Cla e gli altri siano a pochi chilometri da qui e non possiamo vederci fino a domani, mi sembra di sprecare una giornata.

Sono 20° in classifica, 4’ dopo Davide… mi importa poco anche se le altre volte avrei fatto firma per essere nei Top 20.

26/11/11 C6 – Pokhara “Crossino Begnas lake” 13 km +130

Ultima sveglia al campo, anche oggi nebbia ma non è freddissimo… peccato tutta la roba è umida e puzza.

Il trasferimento alla linea di partenza lo facciamo su delle piroghe da quattro… sembra di essere in Vietnam.

Ultima tappa di 13 km, alle 9,15 si parte, provo a tirare, più per togliermela in fretta e far girare le gambe che altro.

Ciuccio un ultimo gel e le gambe vanno bene, dovrei essere abbastanza veloce infatti mi trovo fra i primi… certo che 13 chilometri sono tanti, c’è anche una salita (che cammino) ed un mega pantano di un paio di chilometri.

Qui trovo gli striscioni “Vai Ema”… allora ci sono!

Vorrei aumentare ancora ma sono già fuori giri… intanto ascolto Vasco e ripenso a questi giorni “…non si può spingere solo sull’acceleratore, guarda un po’ ci si deve accontentare…”

Ma quanto manca? Finalmente il Fulbari e tutti… come al solito mi sento un po’ dentro ad una palla ma mi godo il calore ed il tifo.

Taglio il traguardo quinto e poi, con Cla Giulia e Fabrizio, ci godiamo il buffet raccontandoci questi giorni. Alla fine mi classifico 19° dopo 210 chilometri e 9000 metri di dislivello.

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